Ripartire le spese tra gli inquilini: cambio d'inquilino, sfitto e riscaldamento
Come dividere le spese accessorie quando un inquilino cambia a metà anno o un appartamento resta vuoto, e come ripartire il riscaldamento a consumo.
Il rendiconto delle spese accessorie si fa in fretta, finché in ogni appartamento ha abitato lo stesso inquilino per tutto l’anno. Diventa difficile in tre punti, ed è lì che nascono quasi tutte le contestazioni: quando un inquilino se ne va a metà anno, quando un appartamento resta vuoto per un periodo, e con il riscaldamento, che va ripartito in base ai consumi.
Criteri di ripartizione: superficie, persone, unità, consumo
Ogni tipo di spesa ha il suo criterio. L’assicurazione dell’edificio si divide di solito per superficie, i rifiuti per persone o per unità, acqua e riscaldamento a consumo. In Blina Desk stabilisci per ogni tipo di spesa con quale criterio si divide: superficie, persone, unità o consumo.
Cambio d’inquilino: due inquilini, un appartamento, un anno
Se un inquilino lascia il 30 aprile e il nuovo subentra il 1° maggio, ognuno ha la sua riga nel rendiconto. Qui vale una distinzione che spesso si dimentica:
- le spese che non dipendono dal consumo (assicurazione, pulizia, portierato) si dividono a giorni. Il primo inquilino paga la quota di 120 giorni, il secondo il resto;
- le spese a consumo non si dividono a giorni. Se alla partenza è stata fatta una lettura dei contatori, conta il consumo reale di ciascuno. Se manca, il programma divide il riscaldamento secondo i gradi giorno, cioè il fabbisogno tipico di ogni mese, e l’acqua a giorni.
Sfitto: il rischio resta a carico del proprietario
Se un appartamento resta vuoto tre mesi, le spese di quei tre mesi non si possono addebitare agli altri inquilini. Blina Desk conta i giorni senza contratto e li mostra in una riga a parte, «Sfitto (a carico del proprietario)». Così il rendiconto torna, e tutti vedono perché una parte delle spese resta a lui.
Se due contratti si sovrappongono per errore, i giorni in comune non si contano due volte per lo sfitto. Se per questo il rendiconto ripartisce più delle spese effettive, Blina Desk lo segnala mentre lo crei.
Riscaldamento a consumo
Per il riscaldamento centralizzato indichi quale quota si divide in base al consumo misurato e quale per superficie. Per le unità con un solo inquilino nel periodo il rendiconto mostra in modo chiaro come nasce l’importo: il criterio, il consumo totale dell’edificio, quello dell’unità e la sua quota.
Acconti: quanto era dovuto, non solo quanto è arrivato
Il conguaglio, a debito o a credito, è la differenza fra spese e acconti. Se nel contratto sono previsti acconti mensili con conguaglio, Blina Desk calcola il conguaglio sugli acconti dovuti e mostra accanto quanto è stato pagato davvero, quando è diverso. Così un canone non pagato non si confonde con le spese senza che nessuno se ne accorga. Se non sono previsti acconti, conta quanto è stato pagato.
Dalla bozza all’inquilino
Il rendiconto nasce come PDF sulla tua carta intestata, viene approvato e mandato agli inquilini. Intorno al rendiconto il modulo Immobili aiuta anche nel resto: letture dei contatori, deposito cauzionale con interessi e restituzione alla partenza, solleciti su tre livelli e aggiornamento ISTAT del canone.
Per gli immobili in Germania il programma conosce anche le regole tedesche: il termine di dodici mesi per il rendiconto, la quota a consumo del riscaldamento fra il 50 e il 70 per cento e la riduzione del 15 per cento quando non si ripartisce a consumo.
In sintesi
Un rendiconto che regge a una contestazione ha bisogno di tre cose: il criterio giusto per ogni spesa, una separazione pulita fra cambio d’inquilino e sfitto, e il riscaldamento a consumo. Nella pagina del modulo Immobili vedi come funziona, e puoi provarlo gratis per 30 giorni.